ASSOCIAZIONE
ASS CULT PRESS

via delle olimpiadi 2A
51100 Pistoia
info[at]asscultpress.com

dal libro "La Felicità Terribile/Zucchero Spinato" di Andrea Betti Tibet

La Felicità Terribile

"Poiché nessuno può sentire in modo soddisfacente la propria identità se non ha gli occhi chiusi: come se l'oscurità fosse davvero l'elemento proprio delle nostre essenze, sebbene la luce sia più congeniale al fango che è in noi." Herman Melville, da Moby Dick o la Balena, Cap. XI

Incipit

Dunque la felicità è terribile. I campeggi estivi della Hitlerjugend, il nostro pane quotidiano che senza retorica è un furto, ma non solo quello: le nostre allegre serate, le bevute, i caffè, le partite, i film, l'amore, i libri, i gesti, l'orologio e guardare l'orologio, sapere che ore sono, sapere cosa si farà domani, cosa si è fatto ieri, avere senso e significato apparenti e poi smarrirli, come si smarrisce l'inutile, l'importante non visto o rimosso - eliminazioni, soppiantamenti, la scelta e l'atto stesso di scegliere portano questa cifra caina, tutto quanto ci fa reietti - ed è ridicolo dire "mi riguarda" I CARE, quando la pubblicità mea-culpa della miseria globale ci fa cacare un lacrimino, sarebbe più giusto dire "mi piace" I LIKE IT oppure più borghesemente I DON'T CARE…non ci riguarda appunto, nulla è stato scelto che non sia prima accaduto. Puoi scegliere di non farci caso, la miseria è globale, incarnata, multiforme: è materiale, spirituale, politica e religiosa in una confusa urbanistica dell'uomo; un pianeta che aveva già un ordine, un cosmo, è divenuto la nostra brutta copia ed anche la bella copia… errori e virtuosismi non si cancellano, almeno nella nostra civiltà… le altre che ci saranno non contano. Vorrei invitarvi ( ed invitarmi) alla dolcezza del disordine, che è l'ordine senza controllo - quello che crea collocazioni affettive, l'unica autentica razionalità di disporsi e disporre le nostre cose nella nostra cameretta planetaria: in questo non vi è l'illusione della felicità; in questi pochi sprazzi gioiosi dove le cose si accatastano ed a lungo termine ci dipingono, ci fotografano… in questo è riconoscersi e agire di conseguenza. Per il resto la felicità che ci è concessa è simile al lago ghiacciato dove si specchia un sorriso ipocrita. Dunque la felicità è terribile. Ovvero dell'orrore gratuito, lo sforzo dell'uomo di costruire una civiltà benevola che lo protegga e lo assolva dalla violenza universale attraverso la violenza, il veto, la censura e l'ostracismo dei non allineati, coloro che intuiscono l'inutilità di tale sforzo ipocrita, del travestito che si fa chiamare Democrazia e che vuole un sacco di soldi per far credere gli uomini degni di essere umani, vitali, virili, tramite un semplice gioco erotico di desideri irrealizzati e gratificazioni consumistiche…"l'ho comprato co' i mi' soldi…" acquistare l'essere e misurarlo in termini di cilindrata, capienza del portabagagli, coppia, ripresa… …questa menzogna è una regola dello spettacolo sociale che va rispettata e che lentamente, senza che noi ce ne rendiamo conto, uccide quanto di vero abbiamo costruito a nostra insaputa su questa marcia palafitta\palinsesto - nel sacco dell'adolescenza appena consumata, nella convinzione di perseguire la verità, truffati da mitologie "ruock" da merchandising di t-shirt, abbiamo occultato il nostro cadavere, seppellendo il nostro corpo ancora vivo ed ingannato. I "miti" di oggi, lungi dall'essere allegorie dell'universo rivelatrici e portatrici di saggezza, sono quantificabili nelle poche lire che occorrono per acquistare un CD e una pasticca o travestirsi da cantante e volare in qualche india preconfezionata, mentre chi canta è il cigno. 6.000.000.000 di personaggi in cerca d'autore e molti di essi hanno deciso di fare le comparse in "Vacanze di Natale n°X" - oppure di essere i morti di un polpettone superFX catastrofantascientifico…l'importante è esserci? Un giorno potrai dire con orgoglio "Io c'ero!" ? No. Per ogni ceto, età è cultura c'è qualcosa di falso già pronto nel suo rispettabile iperrealismo. Ora capisco perchè Pasolini preferiva i poliziotti ai "ggiovani" rivoltosi d'allora che adesso intasano i carnai con le loro bmw ricavate dalla rottamazione di milioni di libretti rossi; ma queste son beghe da grande metropoli… Siamo nati in retrovia; le avanguardie milanesi arruolano con indifferenza e validi criteri produttivi, radical chic e seminaristi… la moda, le auto, la cultura ed il linguaggio non passano attraverso il limite nero e ricurvo del cosmo. La primavera del botticelli ha in mano un revolver per giocare alla roulette russa con l'uomo, poichè la natura è indifferente nella sua violenza e provocandola non facciamo altro che alimentare il suo innato senso suicida…non ha pianto per i dinosauri, non piangerà per noi… l'assoluto che la anima si manifesta in cose fragili ed effimere. Le rate dell'auto ed un paio di scarpe sono importanti come la morte e il dolore, anch'essi rateizzabili… compaiono nuove religioni dinamiche & divertenti, che compensano lo squallore con piccoli riti quotidiani di sapore esotico; questi calvinisti travestiti da sacerdoti di apollo o da baba fanno bene a inculare un sacco di stolti, di pigri e fragili ometti e donnette che non hanno, non tanto la forza, quanto la fantasia, per costruirsi la loro spiritualità, essere all'altezza delle proprie inquietudini. Per farlo, sarebbe sufficiente il cristianissimo, banalissimo & demodè, esame di coscienza - ma preferiscono pagare qualcuno per questo. Delegare l'essere significa annullarlo. Sorrisi buddhisti che celano denti limati da predatore degli abissi; o l'ostentazione espressionista del corpo straziato di Cristo che ci allontana dall'orrore sottile che innerva il cielo azzurro ed il rigoglio dei fiori. La felicità è terribile perchè in questa quiete dove si danza e si assapora la bellezza della belva addormentata, si premeditano genocidi, in questo bonario occhio del ciclone si dimenticano le tempeste che s'apprestano ad arrivare. Talvolta con coscienza ci ubriachiamo per farci trovare comatosi ed insensibili dalla prossima tragedia… abbiamo perso confidenza con le tragedie, meglio così? Ma senza questa misura del tragico e del dolore, come valutare i nostri affetti, le nostre amicizie? Ci abbracciamo e ci diciamo cose carine mentre in testa c'è solo l'immagine disturbata dei nostri gesti e la riga di comando predisposta a tali automatismi… E' il punto morto della pedalata adesso, il momento in cui si progettano nuovi e confortevoli abissi e, sulla proiezione di un precedente inferno scorrono i titoli di coda, quelli che generalmente non si legge, perché ci s'infila il cappotto e si va a bere una cosa o si va a letto…